Marco Travaglio da Santoro ieri sera. Continua a leggere
venerdì 28 novembre 2008
giovedì 27 novembre 2008
Firenze: l'assedio dei trattori

In marcia su Firenze con 300 trattori. Quella indetta per oggi dalla Coldiretti si annuncia come «la più grande mobilitazione del mondo agricolo toscano», che culminerà con un corteo per le strade cittadine e la conclusione in piazza Santa Croce alle 13 per il discorso del presidente regionale Tulio Marcelli. «Abbiamo bisogno di nuove norme e regole dalla Regione perché il settore dell’agroalimentare toscano è in crescita: si conferma fiore all’occhiello della produzione ma è messo in difficoltà da vincoli e lacci»: così Raffello Betti, direttore di Coldiretti per le province di Firenze/Prato, spiega i motivi della manifestazione che muoverà numeri massici: insieme ai 3-400 trattori attesi, arriveranno da tutta la regione 15mila persone grazie anche a 200 pullman.
«Vogliamo legare il prodotto al territorio, per rafforzare la nostra filiera – continua Betti – Adesso invece viene certificato il processo di trasformazione e non l’origine del prodotto: il vero Made in Tuscany va difeso». Già ieri fervevano i preparativi per la manifestazione: in Santa Croce, mentre si ultimava l’allestimento del palco che ospiterà gli interventi, nel pomeriggio sono arrivati una decina di trattori, ai quali si sommeranno altri attesi per la mattinata.
A simboleggiare i punti di forza dell’agroalimentare toscano ci saranno alcuni “carri allegorici” dedicati a olio, vino e cereali. Ma la mobilitazione degli agricoltori toscani sarà ravvivata dalla presenza dei butteri maremmani, dagli sbandieratori di Pisa, Livorno e Siena che precederanno le rispettive delegazioni, dalle ragazze in costume che distribuiranno fiori mantenendo fede alla vocazione florovivaistica di Pistoia.
Alla fine di una lunga mediazione con Coldiretti, la stragrande maggioranza dei trattori si limiterà ad un ideale assedio della città con presidi dislocati in piazzale Michelangelo, via Di Novoli, via Senese, viale Guidoni, via Cavour, via Bolognese, via Faentina e viale Piombino. Il concentramento più grosso sarà quello del piazzale panoramico, dove sono attesi più di cento trattori. Il corteo invece si troverà nel piazzale Bambini di Beslan, di fronte alla Fortezza, e muoverà dopo alle nove: il percorso attraverserà il centro e includerà sarà anche il rituale passaggio davanti alle sedi di consiglio e giunta regionali. Sarà una mattina di fuoco per gli automobilisti fiorentini.
(dal "Firenze" del 27 novembre 2008)
Continua a leggere
«Vogliamo legare il prodotto al territorio, per rafforzare la nostra filiera – continua Betti – Adesso invece viene certificato il processo di trasformazione e non l’origine del prodotto: il vero Made in Tuscany va difeso». Già ieri fervevano i preparativi per la manifestazione: in Santa Croce, mentre si ultimava l’allestimento del palco che ospiterà gli interventi, nel pomeriggio sono arrivati una decina di trattori, ai quali si sommeranno altri attesi per la mattinata.
A simboleggiare i punti di forza dell’agroalimentare toscano ci saranno alcuni “carri allegorici” dedicati a olio, vino e cereali. Ma la mobilitazione degli agricoltori toscani sarà ravvivata dalla presenza dei butteri maremmani, dagli sbandieratori di Pisa, Livorno e Siena che precederanno le rispettive delegazioni, dalle ragazze in costume che distribuiranno fiori mantenendo fede alla vocazione florovivaistica di Pistoia.
Alla fine di una lunga mediazione con Coldiretti, la stragrande maggioranza dei trattori si limiterà ad un ideale assedio della città con presidi dislocati in piazzale Michelangelo, via Di Novoli, via Senese, viale Guidoni, via Cavour, via Bolognese, via Faentina e viale Piombino. Il concentramento più grosso sarà quello del piazzale panoramico, dove sono attesi più di cento trattori. Il corteo invece si troverà nel piazzale Bambini di Beslan, di fronte alla Fortezza, e muoverà dopo alle nove: il percorso attraverserà il centro e includerà sarà anche il rituale passaggio davanti alle sedi di consiglio e giunta regionali. Sarà una mattina di fuoco per gli automobilisti fiorentini.
(dal "Firenze" del 27 novembre 2008)
martedì 25 novembre 2008
Senza titolo (per ora) - 12

(Qui le puntate precedenti)
«C’è un po’ di fuoco e parecchio fumo – iniziai –E poi… Poi, sì, vedo un braccio penzolante fuori dalle macerie. Forse c’è un cadavere, cioè almeno uno di sicuro», gli riferii.
Il mio compagno di sventura assunse una faccia pensosa. «Appunto. Guarda se si muove», disse.
Un’altra esplosione fece sobbalzare il nostro bus. I gorilla avevano colpito ancora. I resti della finestra, mattoni e calcinacci precipitarono sulla strada. Tornai a puntare la prima finestra col binocolo.
«Non c’è più! Non vedo più il braccio!», esclamai. Ci scambiammo uno sguardo.
«Che dici? Mentre sono sotto attacco avranno trovato il tempo di recuperare un compagno morto? – commentò Silvio – Oppure non sono più al sicuro là dentro?».
«Quante persone ci saranno?»
«Non ne ho idea». Si accarezzò il mento. «Penso qualche centinaio. Ma quanto credi che ci voglia per diffondere il contagio, soprattutto se quelli armati sono occupati?»
«Credo che bastino quattro o cinque morti a spasso per dieci minuti: se poi beccano una donna o un bambino sono fottuti», dissi.
Avevo visto gente sopraffatta perché non aveva la forza di uccidere chi l’aveva attaccata. Io stesso e Robi eravamo fuggiti davanti alla mezza classe elementare: spaccare la testa a un moccioso era decisamente troppo, anche nella barbarie in cui eravamo precipitati. Se, nella sede del comando, c’erano tutte famiglie che si conoscevano tra loro, un paio di contagiati sarebbero stati sufficienti a distruggerli. Mentre tu ripetevi «Mamma mamma, ma non mi riconosci?», quella ti aveva già staccato un braccio. Poi maresciallo, ti avrei voluto vedere a sparare in testa a tua moglie e ai tuoi figli piccoli che venivano a farti a pezzi. La famiglia a lungo andare ti fotte, l’ho sempre pensato.
«Mi hanno detto che ‘sti imbecilli in divisa tengono rinchiusi un bel po’ di morti da qualche parte – dissi ancora – Pensano di curarli». Silvio batté le mani in un gesto di incredulità e poi si accasciò sul volante borbottando parolacce. Io mi ero rotto i coglioni dello sparatutto spaziale e mi feci un giro di perlustrazione lungo i finestrini del bus. Non c’era un’anima in giro, viva o morta che fosse. Ma non sarei sceso da quell’autobus neppure se avessi visto Berlusconi infilato in un sacco di boxe a testa in giù. Occasione irripetibile, ma mi sarei risparmiato i due cazzotti che si meritava e l’avrei lasciato alle amorevoli cure degli straccioni dell’aldilà, che erano di sicuro nascosti da qualche parte. Ma forse l’avrebbero schifato pure loro, quel merda: troppo cerone, capelli finti, troppa robaccia nel sangue. Meglio un topo di fogna.
«In queste case qui, dici che c’è ancora qualcuno?», chiesi a Silvio osservando i palazzi circostanti.
«Sicuro – mi disse tirando su la testa – Stanno tutti ai piani alti, gli zombi hanno problemi a fare le scale: quando ho rubato l’autobus ne ho visto un gruppetto sbattuti fuori a calci in culo da una palazzina in viale Ciusa».
«Porca puttana, ma perché non me ne sono rimasto a casa allora?».
«Ma i tuoi genitori dove sono?», domandò l’autista. «Non mi hai detto un cazzo».
«Li hanno sfollati prima che arrivassero i marziani – dissi – Erano alla riunione del gruppo della parrocchia, mia madre mi ha chiamato per avvertirmi che stava succedendo qualcosa e li portavano via. Mi ha detto: «Rimani chiuso a casa, appena posso ci facciamo vivi». Ma non ho ancora avuto notizie». Mostrai il cellulare: «D’altra parte non sta funzionando nulla… E i tuoi?».
Alzata di spalle di Silvio. «Credo stiano bene, conoscendo mio padre devono essersi organizzati una specie di fortino nel palazzo. Io ho trovato questo coso aperto e in moto davanti a casa e non ho resistito all’idea di farmi un giro».
Etichette:
cagliari,
gorilla marziani,
racconto,
zombie
sabato 22 novembre 2008
Firenze: palloncini per chi non c'è più
Palloncini rossi che riempiono il cielo sopra piazza Santo Spirito. Ciascuno porta con sé una piccola lettera a una persona cara che ci ha lasciato. Francesca Casilli, 19 anni, si immagina così il finale del suo primo film da regista intitolato “Notes to heaven” (Lettere al paradiso), un cortometraggio di otto minuti che porterà in concorso al festival di Cannes dell’anno prossimo.«Sarà un evento aperto, mi piacerebbe venisse chiunque abbia vissuto una perdita – dice – Le persone scriveranno una breve lettera che legheremo a un palloncino rosso: poi li lasceremo andare tutti insieme nel cielo mentre staremo filmando». Sarà «il momento finale e liberatorio» di un breve film che, attraverso interviste a sei persone che «hanno perso qualcuno di caro», vuole raccontare «differenti modi di convivere col dolore e superare il lutto».
Il corto è il progetto conclusivo del corso di cinema che la ragazza ha seguito in questi mesi in una scuola di Firenze. A dispetto del nome italianissimo, Francesca viene dallo Zambia, stato dell’Africa centro meridionale che qualche appassionato di calcio può ricordare per il 4-0 che inflisse all’Italia nel torneo olimpico di Seul 1988. La sua famiglia è originaria da Rimini e ha una storia che meriterebbe di essere raccontata in un film a parte: «Mio nonno lasciò la sua città in automobile e così arrivò nella Rhodesia del nord, che è come si chiamava lo Zambia all’epoca», racconta. «Vide che c’erano possibilità di lavorare e dopo un po’ fece venire tutta la famiglia – continua – Mio padre infatti non è cresciuto in Italia».
Francesca però è tornata in Italia per seguire il cinema, la sua grande passione: «Ho sempre desiderato fare film, ma non avevo idea di come si facesse: ora sto imparando». Ma sul suo eventuale futuro – che continuerà con altri studi, forse negli Usa - da film maker, la ragazza ha le idee chiare: «Non mi interessano i grandi film commerciali – dice – Vorrei fare film sulle persone, i loro problemi e i loro sentimenti». Come la sua prima prova, che verrà presentata in anteprima il 12 dicembre al Florence film festival e nasce da una esperienza dolorosa della giovane regista: «Dodici anni fa ho perso un carissimo amico», ricorda.
Ecco così l’idea di intervistare tre amici coetanei e altre tre persone più adulte che raccontano il modo in cui hanno vissuto col grande dolore di perdere una persona cara, tutto girato con una videocamera ad alta definizione, una truppa ridotta ai minimi termini e senza copione. Esperienza istruttiva per una come Francesca, che si vede «soprattutto come sceneggiatrice» e invece si è trovata a girare «senza sapere cosa sarebbe venuto fuori, perché avevo davanti persone reali e non potevo dare loro un copione». L’unica scena in qualche modo sceneggiata sarà quella finale, che verrà girata domenica prossima, 23 novembre, a partire dalle 14 in piazza Santo Spirito. «Ci saranno venditori di palloncini rossi e si potrà comprare anche la penna, per chi ne fosse sprovvisto – conclude la ragazza italozambese – Spero che in tanti vengano a scrivere una piccola lettera, sarebbe un bel modo per capire che nel dolore non si è soli».
(da "Il Firenze" del 22 novembre 2008)
Etichette:
film,
Firenze,
Il Firenze,
lutto,
palloncini,
zambia
giovedì 20 novembre 2008
A febbraio arriva "Coraline"
A febbraio 2009 arriva il film tratto da uno dei miei libri favoriti. Credo che "Coraline" di Neal Gaiman sia uno dei titoli che ho più regalato nel corso della mia vita.
Continua a leggere
martedì 18 novembre 2008
Tutti chiacchiere e tessera del partito
Da "l'Unità"Oggi i telegiornali Rai sono «invasi» dalla politica: la «bocciatura» arriva dalla ricerca dal tema «Politica e giornalismo nei telegiornali Rai» condotta dall'Osservatorio di Pavia.
Di recente, per esempio, al Tg1 il principale evento-notizia è stato rappresentato dalle reazioni al gestaccio di Bossi (il dito medio mostrato, ndr) con ben 443 secondi dedicati, mentre nello stesso periodo la BBC alle elezioni in Scozia e alle reazioni alla sconfitta dei laburisti ha dato una copertura di 296 secondi, e in Francia l'adozione della riforma costituzionale ha avuto su France 2 una copertura di 377 secondi, e in Germania lo scandalo dell'agenzia statale KFW con audizione del governo in Parlamento è stata coperta dall'Ard per 237 secondi, mentre l'incontro in Spagna tra Zapatero e il suo avversario Rajoy è stato coperto con 257 secondi. finito da un bel po' il tempo dei vari Vittorio Orefice, o Ruggero Orlando o Gianni Pasquarelli, che riassumevano in sé la giornata politica italiana.
Gianni Riotta
Oggi i telegiornali Rai sono invasi dalla politica: dichiarazioni; commenti; botta e risposta a ripetizione e di chicchessia, dal leader del partito all'ultimo dei peones in Parlamento o fuori dalle Camere; repliche dell'uno all'altro, e poi controrepliche e via dicendo. Tutto si abbatte su chi segue i tg Rai.
Risultato finale: un terzo del notiziario del Tg1, o del Tg2 o del Tg3, è assorbito dalla politica nelle sue diverse facce. Quando invece in Europa il valore scende a un sesto e con un andamento congiunturale, con variazioni notevoli da giornata in giornata e addirittura arrivando anche a zero notizie di politica.
Di recente, per esempio, al Tg1 il principale evento-notizia è stato rappresentato dalle reazioni al gestaccio di Bossi (il dito medio mostrato, ndr) con ben 443 secondi dedicati, mentre nello stesso periodo la BBC alle elezioni in Scozia e alle reazioni alla sconfitta dei laburisti ha dato una copertura di 296 secondi, e in Francia l'adozione della riforma costituzionale ha avuto su France 2 una copertura di 377 secondi, e in Germania lo scandalo dell'agenzia statale KFW con audizione del governo in Parlamento è stata coperta dall'Ard per 237 secondi, mentre l'incontro in Spagna tra Zapatero e il suo avversario Rajoy è stato coperto con 257 secondi. finito da un bel po' il tempo dei vari Vittorio Orefice, o Ruggero Orlando o Gianni Pasquarelli, che riassumevano in sé la giornata politica italiana.
Gianni Riotta
Oggi i telegiornali Rai sono invasi dalla politica: dichiarazioni; commenti; botta e risposta a ripetizione e di chicchessia, dal leader del partito all'ultimo dei peones in Parlamento o fuori dalle Camere; repliche dell'uno all'altro, e poi controrepliche e via dicendo. Tutto si abbatte su chi segue i tg Rai.
Risultato finale: un terzo del notiziario del Tg1, o del Tg2 o del Tg3, è assorbito dalla politica nelle sue diverse facce. Quando invece in Europa il valore scende a un sesto e con un andamento congiunturale, con variazioni notevoli da giornata in giornata e addirittura arrivando anche a zero notizie di politica.
Etichette:
attualità,
Informazione,
politica,
televisione
Iscriviti a:
Post (Atom)
